Archivio per luglio 2012

Commemorazione del giudice Vittorio Occorsio

7 luglio 2012

Lo scorso 5 luglio il nostro Municipio è stato per l’ennesima volta “violato” da squallide testimonianze fasciste : minacce di morte al partigiano Bottazzi sui muri della Libreria Rinascita di Via Savoia 30 che ospita la nostra Sede provvisoria e svastica e minaccia di morte a tutti sulla saracinesca della sede del PD Salario di p.zza Verbano sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e alla stampa.

Nell’esprimere solidarietà al nostro Presidente Bottazzi e al Circolo PD Salario , Vi invitiamo ora più che mai ad essere numerosi il prossimo 10 luglio alle ore 18 a Villa Leopardi per ricordare il sacrificio del Giudice Occorsio

“Basta con il clima di odio neofascista nella Capitale”

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Esecutività delle condanne per le stragi naziste: Cambierà l’atteggiamento del governo?

6 luglio 2012

A seguito dell’iniziativa “Abbattere il muro del silenzio” del 5 giugno scorso pubblichiamo un articolo di Luciano Bertinelli e la interrogazione parlamentare dell’on. Casson a cui fa riferimento l’articolo.

Cambierà l’atteggiamento del governo italiano? di Luciano Bertinelli

Interrogazione sulla esecutività delle stragi naziste dell’on. Casson

Scritte intimidatorie nel II Municipio

6 luglio 2012

COMUNICATO ANPI
L’Anpi “Musu-Regard” del Municipio II ha stigmatizzato e condannato con forza il raid neofascista in via Savoia, con il quale sono state fatte minacce di morte a colpi di spray sulla facciata del palazzo che ospita la libreria Rinascita. Le minacce rivolte al partigiano “Icaro”, Mario Bottazzi, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia del Municipio, non lasciano dubbi alle interpretazioni: “Bottazzi frocio”, una svastica e “Papà castoro muori è ora”. Una firma nota, attribuibile ai neofascisti di Lotta studentesca, legata a Forza Nuova, che già nell’aprile scorso avevano contestato lo stesso Bottazzi durante un’assemblea al liceo Avogadro, mostrando uno striscione con scritto “Papà castoro raccontaci una storia”, a sottolineare le pretese teorizzazioni della destra estrema sulla Resistenza.
“Occorre massima vigilanza e risposte decise – ha dichiarato Elena Improta, vicepresidente dell’Anpi di Roma – soprattutto attraverso il rispetto della memoria storica e la condanna senza appello di manifestazioni fasciste che vanno perseguite in base alla normativa vigente, troppo spesso inosservata”.
L’episodio fa il paio con quello apparso a piazza Verbano, con analoghe scritte – “Morirete tutti” – dove ha sede Il Partito Democratico: stessa tecnica, stesse minacce.

 

COMUNICATO ANPI – PD II MUNICIPIO
Oramai nella Capitale d’Italia, sembra che la svastica sia di moda. Prima al Circo Massimo, ora accompagnata a minacce di morte nei confronti dei militanti del Pd Salario Trieste. “Non ci facciamo intimidire – dichiarano Valentina Caracciolo, segretaria del circolo Pd salario e Fabrizio Di Staso, coordinatore Pd del Municipio II -da una minaccia idiota e vigliacca. Troviamo ignobile che qualcuno possa firmarsi con un simbolo come la svastica, simbolo di barbarie e morte”. I rappresentanti del Pd ricordano, anche, che il circolo Pd di piazza Verbano è dedicato a Vittorio Mallozzi, martire trucidato alle Fosse Ardeatine da coloro ai quali inneggiano gli autori del vile gesto.

“Esprimo, a nome del Pd del Municipio II – aggiunge Di Staso – la massima solidarietà al presidente dell’Anpi del Municipio vittima di frasi ingiuriose e minacciose apparse oggi nel quartiere Salario. Vengano al più presto individuati i responsabili, e condannati per reati così gravi”.
Anche Elena Improta, vicepresidente dell’Anpi di Roma,esprime solidarietà e stigmatizza l’accaduto: “Occorre massima vigilanza e risposte decise, soprattutto attraverso il rispetto della memoria storica e la condanna senza appello di manifestazioni fasciste che vanno perseguite in base alla normativa che è chiarissima, ma troppo spesso rimane inosservata”.

http://www.paesesera.it/Cronaca/Via-Savoia-svastica-e-insulto-omofobo-al-partigiano-Bottazzi 

Intitolazione ad Almirante, ecco come è andata

4 luglio 2012

Riceviamo e pubblichiamo un contributo del consigliere del II Municipio Guido Laj (PD) sulla vicenda della intitolazione di viale Liegi a Giorgio Almirante.

Un consigliere del 2 municipio, Roberto Cappiello, ha presentato una risoluzione per cambiare nome a viale Liegi e dedicarla a Giorgio Almirante. Questa proposta e’ stata bocciata sia in commissione sia, lo scorso 26 giugno, in consiglio municipale. Dieci voti contrari, otto favorevoli e due astenuti. Un risultato non scontato in un consiglio con maggioranza PDL e due consiglieri della Destra di Storace.
Il dibattito si e’ svolto nella seduta precedente a quella del 26. Il 26 ci sono state le dichiarazioni di voto, inclusa quella non prevista dell’assessore dell’11 municipio Carla Di Veroli, nipote di Settimia Spizzichino che e’ giustamente venuta a raccontarci, a noi e a loro, chi era Giorgio Almirante.Ha fatto bene perche’ quella proposta offendeva tutta la citta’ di Roma,medaglia d’oro della Resistenza.
Le forze democratiche nel dibattito hanno detto una cosa semplice e chiara: che la Costituzione repubblicana e democratica e’ antifascista. Come diceva il presidente Scalfaro c’e’ un legame inscindibile tra la Resistenza, la Repubblica e la Costituzione.
Non sara’ mai possibile equiparare chi metteva gli ebrei, e non solo gli ebrei, sui treni verso i campi di sterminio nazisti e chi combatteva e ha perso la vita per fermare quei treni.
Su quei treni i nazisti e i fascisti, incluso Almirante, facevano salire ebrei, rom, portatori di handicap, antifascisti, democratici.Qualsiasi proposta che venga di “pacificazione” non puo’ che basarsi sul riconoscimento chiaro e inequivocabile dei valori democratici e antifascisti della Costituzione repubblicana.
Questo abbiamo detto noi motivando il nostro voto contrario e questo hanno detto le associazioni – l’ANPI, innanzitutto – e i cittadini che sono intervenuti prima del dibattito in consiglio e che hanno raccontato molto bene chi era e cosa ha fatto Giorgio Almirante. Il consigliere Cappiello ha definito questi cittadini “truppe cammellate” rendendo chiaro in questo modo quale idea della democrazia hanno in testa.
L’unico documento approvato dal consiglio non nomina Giorgio Almirante e chiede di rivedere la toponomastica del municipio cancellando via Unione Sovietica e via Jugoslavia. L’idiozia della proposta e’ evidente essendo quelle due strade del Villaggio Olimpico che elencano le nazioni partecipanti alle Olimpiadi di Roma del 1960.Ma al di la’ delle idiozie, dovremo vigilare affinche’ nessuno rilanci surrettiziamente questa proposta.
Se le forze democratiche e antifasciste torneranno tra un anno al governo di Roma e del nostro municipio, dovranno riprendere con ancora maggior slancio quel percorso della memoria iniziato negli anni scorsi, facendovi partecipare le scuole, i giovani, i cittadini e le cittadine.
Senza memoria non c’e’ futuro. Questa triste vicenda ce lo ricorda ancora una volta.