al muro?

Il titolo vorrebbe essere spiritoso, anche se sull’argomento a pensarci bene non c’è proprio da scherzare: in questa pagina  ci piacerebbe raccogliere le immagini delle scritte che deturpano i muri dei nostri quartieri e che vorremmo fossero soppresse (le scritte, non gli scrittori, per i quali dovrebbe bastare qualche lezione di educazione civica e di storia). Fotografatele e mandatecele.

Ecco un paio di esempi, il primo dei quali non può che essere l’enorme “Paolo vive”, con corredo di croce celtica; la scritta viene periodicamente restaurata per porre rimedio alle ingiurie del tempo. Fino ad ora inutili i tentativi di farla cancellare; risulterebbe anzi che la scritta goda di protezioni autorevoli: fonti bene informate assicurano che si tratterebbe addirittura di opera storico-artistica, tutelata dalla Sovraintendenza ai monumenti della Memoria Condivisa  e che vi è il progetto di valorizzarla ulteriormente tenendo conto che l’imminente apertura della nuova stazione della metropolitana ne aumenterà l’importanza e la visibilità.

Scritta sull'edificio all'angolo fra viale Libia e viale Etiopia

Un secondo esempio, meno artistico (anche se la stilizzazione del fascio littorio è sobria ed efficace) ma più patetico e di sicuro interesse storico, inneggia da tempo immemorabile alla Repubblica Sociale 

Scritta sul muro tra il bar ed il negozio di orificeria di via Lucrino

E’ corretto però precisare che di fianco a quella scritta qualcuno ha cercato di riequilibrare la situazione, scrivendo a caratteri piccoli e con vernice blu un po’ sbiadita un timido “morte ai fasci”, siglandolo con il simbolo della falce e martello. La cosa ci commuove un po’ ma, per par condicio, forse si dovrebbe cancellare anche quella…