La memoria

Le vie e le piazze dei quartieri ora compresi nel territorio del II° Municipio (e cioè i quartieri Flaminio, Parioli, Salario e Trieste , che insieme a Ponte Milvio costituivano la terza zona militare dei GAP – Gruppi di azione patriottica)  sono state teatro di episodi significativi della Resistenza e della ripresa della vita democratica dopo la Liberazione. Le case che vi sorgono hanno ospitato combattenti in clandestinità, le loro armi e le radio usate per ricevere e trasmettere comunicazioni, e lì si sono svolti incontri e riunioni importanti per la storia del nostro Paese. Lo ricordano lapidi o monumenti, ma non sempre. Ne cercheremo le tracce anche negli scritti di coloro che, dopo aver combattuto per la Liberazione di Roma e dell’Italia, ne hanno voluto lasciare testimonianza.

 

 1. A piazza Fiume, poco distante dall’attuale sede della nostra Sezione, nel novembre del 1943 i militanti del partito comunista clandestino, impegnati a combattere sul piano militare gli occupanti nazisti ed i fascisti loro fiancheggiatori, organizzarono un’importante azione politica per illustrare alla cittadinanza le proprie idee attraverso la diffusione di volantini ed un vero e proprio comizio, il primo di una serie. “Il 7 novembre, anniversario della Rivoluzione d’ottobre, tenemmo il nostro primo comizio in piazza. Noi della terza zona eravamo riusciti a mobilitare una trentina di compagni, alcuni armati per proteggere l’oratore che parlò a piazza Fiume“. L’oratore fu, in quella circostanza, Franco Calamandrei. “Analoghi comizi furono tenuti in altre piazze di altre zone e non ci furono incidenti, anche perchè tutto si svolse molto rapidamente.” L’effetto sorpresa e la rapidità erano condizioni essenziali per ridurre i rischi di un’impresa che poteva costare la morte o l’arresto per organizzatori e partecipanti. Lo leggiamo nell’Autobiografia di Maria Teresa Regard (Franco Angeli ed, Milano 2010, p. 35), che il giorno dopo quell’azione fu chiamata a far parte dei GAP centrali, e prese il nome di Piera.

Piazza Fiume, il 2 marzo 1944, è il luogo di appuntamento che Cola (Franco Calamandrei) ha fissato per i gappisti che da lui dipendono: si dovranno trovare lì alle 14, e raggiungere quindi viale Giulio Cesare per un’azione alla quale parteciperanno anche una decina di componenti di altri GAP, posti temporaneamente sotto il suo comando. E’ la risposta dalla Resistenza romana all’assassinio di una donna, Maria Teresa Gullace, uccisa da un soldato tedesco mentre cercava di porgere un pacco al marito detenuto. (Franco Calamandrei, La vita indivisibile – diario 1941-1947, Giunti ed., Firenze 1998, p. 169).